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L’autoanalisi condotta dalle banche sulla base di istruzioni ricevute a fine 2015 ora all’esame di Via Nazionale

 

L’antiriciclaggio sta per cambiare pelle. Innanzitutto quest’anno si accinge a superare il record delle segnalazioni registrate in quello passato. Se infatti ce n’erano state circa 82.428 nel 2015, nei primi sei mesi del 2016 ne sono arrivate, secondo i dati dell’Uif, 52mila. Ma la vera novità starà nel recepimento della IV direttiva comunitaria, per la quale la legge italiana ha già fissato i criteri di recepimento, e dalle azioni messe in campo dalle articolazioni di Bankitalia su questo tema.

Michele Carofiglio, capo della divisione antiriciclaggio e usura dell’istituto di Via Nazionale, in un recente convegno del Centro studi antiriciclaggio (diretto da Emanuele Fisicaro), ha spiegato che Bankitalia a fine 2015 ha chiesto una tantum alle banche di procedere all’autoanalisi della propria esposizione ai rischi di riciclaggio. Un esercizio però che potrebbe diventare una modalità a regime, se l’opzione fosse inclusa nelle disposizioni di recepimento della IV direttiva. E la stessa richiesta verrà estesa anche ad altre tipologie di intermediari. Un’autovalutazione, che a quanto comunicato da Bankitalia, ha già dato risultati nel senso che alcuni istituti stanno provvedendo a superare le criticità emerse.

Su queste autovalutazioni ora gli uffici di Bankitalia stanno conducendo un’ulteriore analisi per valutare le successive azioni, comprese eventualmente ispezioni e iniziative della vigilanza rispetto al singolo intermediario. Dall’analisi dei documenti è emerso un quadro molto differenziato nelle pratiche di adeguata verifica rafforzata. Spiegano da Bankitalia: «Una buona pratica impiegata da talune banche – e raccomandata alle altre – prevede l'utilizzo del medesimo set informativo impiegato per le delibere degli affidamenti creditizi». Come pure è emersa l’esigenza «di rafforzare gli specifici indicatori di transaction monitoring per l’operatività con banconote di grosso taglio (200 e 500 euro) e per specifici settori a più alto rischio di riciclaggio ( ad esempio, appalti pubblici, gaming e scommesse, ndr)».

La vera novità del recepimento della IV direttiva sarà un approccio di vigilanza «risk based», per il quale Bankitalia intende creare un modello di analisi del profilo antiriciclaggio degli intermediari vigilati, tarato su quattro aree di punteggio: rischio alto, rischio medio/alto, rischio medio/basso, rischio basso.

Sempre da parte di Bankitalia, Italo Borrello dell’Uif, ha ricordato che, in base all’action plan di febbraio 2016, è prevista una adeguata verifica rafforzata nel caso di transazioni finanziarie realizzate con soggetti appartenenti a paesi con carenze strategiche, estensione degli obblighi alle piattaforme di scambio di valute virtuali, una maggiore attenzione alle carte prepagate (specie se anonime). Un altro punto messo sotto osservazione, che intreccia la normativa fiscale riguarda la trasparenza della «titolarità effettiva», con l’istituzione di un «registro dei titolari effettivi» in un’apposita sezione del registro delle imprese accessibile alle autorità competenti, ai destinatari degli obblighi e ai titolari di un interesse specifico e qualificato all’accesso. Ma saranno incoraggiati anche meccanismi di whistleblowing (segnalazioni).

 

Sole 24 Ore

15 Ottobre 2016

di Antonio Criscione