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10/2018

LINKEDIN: La difficoltà di creare un buon profilo


LINKEDIN: La difficoltà di creare un buon profilo
LinkedIn, Facebook, ma anche social media come Twitter vengono sempre più utilizzati sia per cercare nuovi candidati (secondo l’AIDP il 92% delle aziende utilizza LinkedIn per cercare nuovi candidati) sia per cercare nuovi clienti. Per questa ragione è molto importante curare la propria reputazione online.
 
Essendo pertanto LinkedIn una delle piattaforme più diffuse per l’incontro della domanda e dell'offerta di lavoro abbiamo quindi deciso di elencare i principali errori che, nella nostra esperienza di consulenti delle Risorse Umane, abbiamo riscontrato frequentemente nei vari profili consultati:
 

 

  1. La Scelta della Foto profilo
Iniziamo con il più classico degli errori: la foto! Innanzitutto, mettere una fotografia è indispensabile per essere riconosciuti, ma spesso gli utenti che la mettono utilizzano per LinkedIn la stessa che utilizzerebbero per social ben diversi, come ad esempio Facebook. La foto di LinkedIn, invece, deve apparire professionale.
 
  1. I Buchi temporali sul Curriculum Vitae
Alcuni utenti preferiscono evitare di inserire lavori non inerenti ai propri studi oppure che sviano dal proprio percorso professionale, lasciando così un buco nel CV, a volte anche di anni! Questo porta il selezionatore a chiedersi “perché?” e troppo spesso a passare oltre.
 
  1. L’aggiornamento del proprio Profilo
A volte capita di vedere profili con l’ultimo lavoro risalente a 10 anni prima oppure con una fotografia di quando si era ragazzi (e magari si hanno 50 anni). Il profilo dovrebbe invece essere sempre aggiornato e la foto non dovrebbe risalire a più di un anno prima.
 
  1. Creare un Account solo quando si è in cerca di un lavoro
Non è corretto pensare che LinkedIn serva solo a chi cerca lavoro, in realtà esso può rivelarsi uno strumento interessante anche per chi vuole acquisire nuovi clienti o per coloro che cercano nuovi collaboratori. Inoltre, la reputazione di una persona o di un’azienda oggi passa sempre di più anche attraverso i social, pertanto è importante avere un proprio profilo consultabile dai potenziali clienti.
 
  1. Gli errori grammaticali
Su LinkedIn la grammatica è assolutamente fondamentale. A volte basta una virgola nel posto sbagliato o un accento al posto di un apostrofo perché il recruiter passi oltre. Per evitare errori e refusi il consiglio è quello di scrivere i test in Word e poi incollarli nel social.
 
  1. Le Informazioni False o Esagerate
Le bugie che scrivete su LinkedIn sono facilmente smascherabili. Non solo perché se si dichiara una competenza che non si ha, alla prova dei fatti questa viene scoperta, ma anche perché i tuoi collegamenti sono visibili a tutti e chiunque dei tuoi contatti può smascherarti. Anche enfatizzare troppo una competenza può non portare benefici, in quanto nel momento del colloquio è estremamente facile che il selezionatore possa scoprire l’esagerazione e trasformare quello che su LinkedIn può sembrare un punto di forza in uno di debolezza.
 
Questi errori sono relativi alla piattaforma LinkedIn, ma è importante ricordare che una volta creato un profilo su un social non sarà difficile né per il reclutatore né per un potenziale nuovo cliente dare una sbirciata anche al profilo del candidato su altri social network, pertanto è bene fare in modo che anch'esso sia coerente.