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02/2019

Nuove forme contrattuali: Innovazione o Passo indietro?


Nuove forme contrattuali: Innovazione o Passo indietro?

 

Se ne parla già da alcuni mesi, ma in questo periodo il dibattito sui pro e i contro del nuovo contratto misto introdotto da intesa si sta alimentando sempre di più.
La situazione di instabilità attuale, oltre alla crescente necessità di venditori commerciali, ha portato le banche a doversi riorganizzare internamente. Intesa ha affrontato questa situazione introducendo il contratto misto per circa 400 persone (siglato nel Protocollo per lo sviluppo sostenibile della Banca). Coloro che saranno coinvolti da tale manovra si ritroveranno quindi ad avere un contratto part time a tempo indeterminato da gestore in filiale e uno di consulenze finanziario abilitato all’offerta fuori sede, previa regolare iscrizione all’Albo dei consulenti finanziari.

Analizzando i pro e i contro, appare evidente come il principale aspetto positivo pare essere finalmente una parte di retribuzione fissa anche al consulente finanziario, seppur limitata ad un part time. “Sicuramente è un fatto positivo l’aver introdotto una base economica per i cf”, dice Manlio Marucci, presidente della Federpromm Uiltucs. Altro aspetto positivo poi è il fatto di tutelare in questa maniera la persona con un contratto stabile con le relative tutele (malattia, maternità, fondo pensione) dandogli comunque la possibilità di gestire autonomamente il proprio tempo.  

Tuttavia, questo provvedimento ha suscitato anche qualche perplessità, in particolareMaurizio Bufi, il presidente Anasf afferma “Quello che mi lascia assai perplesso è la presenza contemporanea di due tipologie contrattuali, una da dipendente e una da agente. Sarà interessante analizzare il contratto proposto per capire meglio di cosa si tratta, le clausole previste, il trattamento previdenziale e fiscale, le tutele previste in capo al lavoratore e altri elementi annessi”.
Manlio Marucci definisce il consulente “Privo di identità e ruolo sociale” e continua affermando che “Sarà fortemente problematico gestire sul piano previdenziale e fiscale l’articolazione degli inquadramenti per il personale giovane in fase di assunzione trovandosi a dover pagare a regime due se non tre previdenze obbligatorie”. 

Al momento questa soluzione contrattuale sta suscitando diverse reazioni, quel che è certo è che questi cambiamenti consentiranno agli interessati di potersi concentrare sullo sviluppo della propria attività grazie alla maggiore tranquillità data dalle tutele del contratto da dipendente.