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07/2018

Smart Working, ma l'Italia è davvero pronta?


Smart Working, ma l'Italia è davvero pronta?
Il termine smart working o lavoro agile, si sta sempre di più diffondendo nel vocabolario comune.
Secondo la definizione fornita dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali esso identifica una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali.
 
A fine maggio si è tenuta a Milano la settimana del Lavoro Agile, alla quale hanno aderito diverse aziende, enti pubblici, università, istituti di ricerca, associazioni e studi professionali che si sono impegnati a offrire ai propri dipendenti la possibilità di provare a diventare degli smart worker.
 
Del resto, risale ad un anno fa l’approvazione della legge 81/2017 la quale disciplina il Lavoro Agile in Italia e a tal proposito secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel nostro paese nel 2017 gli smart worker hanno superato la soglia dei 300 mila (il 14% in più rispetto all’anno precedente). Le donne appaiono svantaggiate in quanto solo il 3,3% usufruisce della possibilità del lavoro agile, mentre tra gli uomini la percentuale è del 3,6%. 
 
A livello europeo nel 2017 una ricerca condotta da Eurostat ha certificato che all’interno dei paesi appartenenti all’ Unione Europea circa il 5% dei lavoratori utilizza per lavorare la propria abitazione o postazioni diverse dal classico ufficio. La percentuale più alta di smart worker la detengono i Paesi Bassi (13,7%), mentre in fondo alla classifica si trova la Romania, dove solamente lo 0,4% dei lavoratori opera da casa.
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo metodo di lavoro?
 
 
 
 
Vantaggi:
 
  • Aumenta la libertà e l’autonomia dei lavoratori, il che aumenta la capacità di ciascuno di organizzare il proprio tempo.
  • Risparmio di denaro per il trasporto, le utenze (esempio corrente, riscaldamento ecc…).
  • Risparmio di tempo.
  • Aumenta la conciliabilità del lavoro con la vita famigliare.
  • Permette l’integrazione delle persone riducendo la mobilità.
 
Svantaggi:
 
  • La vita lavorativa invade quella privata. 
  • Può portare a un isolamento del lavoratore, che non ha la possibilità di confrontarsi con i propri colleghi.
  • Se il lavoro a distanza non è ben pianificato si può assistere a una diminuzione della produttività.
  • Parte dei soldi risparmiati dalle aziende vengono spese dal lavoratore (spazio di lavoro, utenze, acquisto materiali ecc..).
 
E voi siete pronti per lo smart working?