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02/2022

COME CAMBIA IL RUOLO DEL FORMATORE D'IMPRESA


COME CAMBIA IL RUOLO DEL FORMATORE D'IMPRESA
Il formatore tradizionale che abbiamo conosciuto nei contesti aziendali si sta arricchendo di nuove tecniche e nuove skill, con un approccio sempre più multitasking. Il formatore del futuro si afferma come una figura professionale in grado di gestire attività in una dimensione digitale dell'apprendimento.
 
Se guardiamo al mercato italiano si tratta di un fenomeno al momento limitato alle grandi organizzazioni, alle società di consulenza ed alle scuole ed università al passo con le evoluzioni dell'apprendimento.
 
Procedendo con il ragionamento, è opportuno distinguere tra staff professionali impegnati a tempo pieno nelle attività di formazione e le persone interne all'azienda che dedicano solo una parte del loro tempo a tali attività. Nelle grandi strutture formative aziendali, normalmente troviamo a tempo pieno le figure addette alla progettazione, alla gestione amministrativa e al coordinamento di alcune aree di specializzazione formative.
 
Contestualmente si stanno affermando sempre di più nuove figure, come l'instructional designer, che si dedica alla produzione di corsi eLearning, focalizzandosi su prodotti e procedure. Alcune di loro dedicano parte del proprio tempo anche ad attività di docenza in aula tradizionale o in modalità webinar.
 
Per quanto riguarda le altre attività, meno specifiche, solitamente vengono affidate a persone dell'azienda che ricoprono altri ruoli, ma che contribuiscono, con una parte del loro tempo, all'arricchimento dei contenuti, dei diversi format e delle iniziative formative che i loro colleghi si trovano quotidianamente ad utilizzare.
 
Ma quali sono le nuove competenze richieste ai formatori di domani?
 
Le competenze fondamentali riguardano il digitale, competenze che sono in parte comuni a quelle oggi richieste a tutte le persone dell'azienda, almeno a livello base, alle quali vanno aggiunte quelle specifiche oggi necessarie per tutto il mondo che si dedica all'apprendimento.
 
Il valore aggiunto deve essere garantito da un mindset digitale del formatore, in grado di spaziare dalla conoscenza di molteplici format, tecnologie, strumentazioni presenti nel vasto mondo del digital learning, fino al possesso di metodologie evolute di progettazione ibride. Il progettista e il docente dovrà avere la flessibilità di affacciarsi su nuove discipline, come ad esempio le neuroscienze, per comprendere meglio le dinamiche dell'apprendimento negli ambienti digitali. Sono sempre più le aziende che coinvolgono i collaboratori più giovani in attività di reverse mentoring, per affiancare i colleghi più adulti, spesso i loro stessi capi, per far apprendere le competenze digitali.
 
Ma la grande rivoluzione, che coinvolge tutto il mondo del lavoro e investe anche il mondo della formazione, implica un veloce riposizionamento di alcune attività tradizionali, perché la riconoscibilità del docente si baserà sempre meno sul suo bagaglio di conoscenze e sempre più sulla modernità del metodo, sulla capacità di stimolare gli interlocutori all'autoapprendimento e al sapersi muovere in autonomia tra le infinite opportunità di sapere sia fisici che digitali. Un docente quindi sempre meno ripetitore di nozioni e sempre più maieutico.
 
I prossimi anni rappresenteranno il punto di non ritorno, quando si passerà dalla coesistenza di analogico e digitale, all’affermazione di attività fortemente innovative, dinamiche e sempre più orientate all’esperienzialità.