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04/2022

TRASFORMAZIONE DIGITALE E SOFT SKILL


TRASFORMAZIONE DIGITALE E SOFT SKILL
Sono denominate competenze trasversali o, se vogliamo rivolgerci ad un pubblico anglofono, soft skill. Oggi vengono avvalorate più delle hard skill, legate al percorso scolastico e universitario. Approfondiamo quindi il concetto, per capire perché oggi le aziende le ritengono più preziose delle competenze.
 
Oggi diventa sempre più pressante la necessità di promuovere lo sviluppo delle capacità, abilità, potenzialità del singolo e dell’organizzazione in relazione ad un contesto attuale fortemente globalizzato ed in continuo cambiamento. Capacità di ascolto e comunicazione, lavoro di squadra, flessibilità e leadership da sempre sono un requisito importante nel mondo del lavoro, ma lo sono ancor di più adesso all’interno dei nuovi modelli fortemente collaborativi. Capita infatti sempre più spesso che le soft skill vengano inserite negli annunci delle posizioni aperte e nel curriculum di chi cerca lavoro.
 
Il Cegos Observatory Barometer 2020 – la survey annuale realizzata dal Gruppo Cegos che aveva coinvolto 250 rispondenti tra i professionisti HR e 1780 dipendenti suddivisi fra Italia, Francia, Germania e Spagna – ha messo in evidenza che poco meno di un terzo dei dipendenti oggi possiede le competenze necessarie per rispondere alle sfide aziendali del prossimo decennio. In particolare, il 43% dei responsabili HR ha indicato l’area delle soft skill come quella più critica, con uno scostamento significativo rispetto alla media europea (34%).
 
Tra le competenze più urgenti da sviluppare emergono la capacità di adattamento (52% vs 42% EU), la comunicazione digitale (46% vs 51% EU) e il remote management (45% vs 46% EU). Queste ultime 3 competenze sono state confermate anche dall’edizione 2021 dell’Osservatorio, che però ha sottolineato che rispetto alle skill di cui i dipendenti affermano di essere in possesso ci sono alcune divergenze, per cui il Dipartimento HR dovrà compiere un grande lavoro se desidera che le proprie risorse siano un sostegno concreto per l’azienda. I 3 fattori chiave per incoraggiare e stimolare i lavoratori durante la formazione sono: un costante confronto attraverso attività di coaching, il coinvolgimento del manager e la facilità di accesso ai contenuti formativi.